JURASSIC WORLD: LA CAZZARECENSIONE!

a cura di Ang

CONTIENE SPOILER. MA FA ANCHE RIDE. A VOI LA SCELTA. RICORDATE CHE UNA CAZZARECENSIONE NON E’ UNA RECENSIONE. NON HA FINALITA’ CRITICHE, MA DI PURO CAZZEGGIO.

La saga di Jurassic Park, da sempre, si basa su premesse solide e impeccabili. Ovvero che i geni più geni della Terra, gli scienziati più intelligenti e autorevoli del mondo, plurilaureati e premiati, in grado di creare la vita da una minuscola molecola di sangue impregnata di DNA, non siano in grado di capire, a intuito, che razza di idea di merda sia riempire un parco di feroci predatori preistorici alti come palazzi – che Madre Natura, mica Tiramolla, ha voluto lasciar estinguere milioni di anni fa. Ci sarà stato un motivo – e mandarci dentro una mandria di turisti sprovveduti e flaccidi in bermuda, macchina fotografica e cappellino. Del resto, guardate che facce.

Scienziati

Ma sono i grandi temi, la hybris umana, il complesso di Prometeo, la cultura contro l’ordine biologico delle cose, e per una volta, l’errore, imboccato dal Demonio dell’avidità e del denaro facile, ce po’ sta. Ma, diopterodattilo, mannaggia i pescetti, se la prima volta finisce in tragedia e hai la bella idea di rifarlo, sarai n’ cojone?

Ecco, in Jurassic World, l’attesissimo sequel-reboot della saga, lo rifanno. E già partiamo così. Però attenzione, eh. Che dai, non è mica così semplice. Avendo imparato dall’esperienza e dalla tragedia, adottano delle misure di sicurezza particolari e appositamente studiate. Di sicurezza che i turisti finiranno sbranati, intendiamo. E del resto, osservando il look e lo sguardo da totano del turista medio del Jurassic Park, come dar loro torto?

pubblico

Selezione naturale! Evoluzione della specie! Tutti i più coglioni – perché figlio mio, pure te, due settimane di ferie l’anno, faticosamente sudate, e invece di andartele a spendere a caicco e mignotte come sarebbe naturale preferisci giocare a fare la polpetta al sugo per i bestioni preistorici, un po’ te lo meriti – li si raduna al parco, e che le cose facciano il loro corso. Quindi non solo tornano i dinosauri erbivori che te li presentano come gattini ma sempre bestie so e se gli rode il culo ti schiacciano con una zampa come la merda che sei, non solo torna il Tyrannosaurus Rex che qui in sostanza diventa la mascotte buona tipo ‘Ti voglio bene Denver’ ma ricordiamoci sempre che fino a ieri stava in cima alla catena alimentare. Non paghi di ciò, gli intelligentoni di cui sopra decidono di dare vita a una nuova specie di dinosauro geneticamente modificato che mescola in sé il DNA di varie specie preistoriche, serpenti, rane, camaleonti, seitan, Paperoga, cerume, catrame e tracce di frutta a secca con guscio. Suona un po’ na cazzata vè? Eccolo in tutto il suo splendore.

indominus

Ora, il nome della nuova specie è incerto: nelle prime note di produzione lo chiamavano ‘Diabolus Rex’. Ora  lo pronunciano ‘Indominus Rex‘ da Roma in su e ‘Indomitus Rex‘ da Roma in giù e nelle isole (1). Noi saremo fedeli alla sua essenza e lo chiameremo affettuosamente ‘Cazzatònus Rex‘, tanto per aggiungergli un altro tratto distintivo. Nel frammentre approdano a Isla Nublar il bambino della Manzotin e quello del Kinder Cereali.

bimbi

La loro zia lavora come scienziata e ha promesso alla mamma di tenerli per una settimana. La zia è una gnocca stratosferica, ma purtroppo è frigida. Infatti rifiuta più volte le avances di un Chris Pratt in stato di grazia (ha pure ripreso qualche chilo dai Guardiani della Galassia, ma fa Manzo e ci sta) che si produce anche esplicitamente, in sua presenza, nel gesto del ‘buttarglielo’ di MaccioCapatondiana memoria (2).scopare def

Tra l’altro, lo fa riferendosi ai dinosauri del parco, che come è risaputo sono tutte femmine, per cui evidentemente deve avere la sessualità un po’ confusa. Comunque, lei preferisce andare in giro in elicottero con il direttore del parco, che essendo indiano parla come Apu dei Simpson, naturalmente. A proposito di accenti strani, ad addestrare velociraptor insieme a Chris Pratt c’è Omar Sy, quello nero simpatico e francese – sì, avete letto bene. Simpatico e francese. In un film dove clonano i dinosauri non sembra nemmeno così poco credibile – di Quasi amici. Che per ricordare che è francese non fa altro che ripetere ‘Merde!’ a intervalli regolari di circa due minuti. Aspettate un attimo… ci rendiamo conto solo ora di aver scritto ‘addestrare velociraptor’. Diventa a questo punto evidente che nel film ci sono più cazzate che dinosauri e dunque esse si fanno cifra stilistica della pellicola e non possono fungere da appiglio critico.

Addestrare velociraptor

Dunque, procediamo indomiti come una mosca preistorica alla conquista di una cacca di Triceratopo. Mentre ‘Zia Frigida’ si diletta a svolazzare con Apu, i bimbominkias vengono lasciati in custodia a un’assistente fidatissima e abilissima, che riesce a perderli nel giro di trenta secondi. I due si infilano dunque in una girosfera che garantisce la loro sicurezza – è fatta di vetro trasparente. Un materiale notoriamente indistruttibile – e se ne vanno in giro bellamente a provocare reazioni dai brachiosauri, incuranti del fatto che potrebbero essere calciati come un pallone o anche semplicemente scagazzati senza riguardo.

sfera

E assistere al proprio scagazzamento dall’interno di una sfera trasparente non è una bella esperienza, fidatevi, a meno che non si voglia provare l’ebbrezza di sapere cosa prova una tazza del cesso ogni giorno della sua misera esistenza. Comunque c’è chi sta messo peggio. Dal vetro i due possono ammirare delle meravigliose gite in barca têteà-tête coi dinosauri, senza protezione alcuna. All’Eur c’è il laghetto con le papere, lì c’hanno i dinosauri.

canoa

Sarà, noi continuiamo a sostenere che ‘caicco e mignotte’ resta la soluzione migliore per le vacanze intelligenti. Esce fuori che Cazzatònus Rex è una ragazza estremamente intelligente, oltre che sexy. Sicuramente più degli scienziati che l’hanno creata, per cui con un espediente di bassissima efficacia tattica in cui non sarebbero cascati nemmeno Lloyd e Harry di Scemo e più scemo, raggira la sicurezza del parco e fugge dal recinto, con l’intenzione di seminare il panico (uccide per sport, come il Predator del film omonimo. Disciplina discutibile ma comunque sempre meglio della gara di mangiatori di grasso di cammello) e chiaramente è attratta dall’odore dei due bimbominkia che sanno ancora di cioccolato ripieno di crema di latte e carne in gelatina in scatola. L’azione incalza: li bracca, li caccia fuori dalla girosfera – che strano, riesce a rompere il vetro – loro fuggono, si gettano in acqua, per poco non affogano e giungono direttamente al ‘momento nostalgia’ del film, dove trovano la Jeep del primo Jurassic Park, lo striscione “Quando i dinosauri dominavano la terra” del primo Jurassic Park, gli elmetti dei protagonisti del primo Jurassic Park. E sono emozioni vere.

ruled

Il pubblico non fa in tempo a commuoversi che quei due deficienti, per farsi luce, danno fuoco allo striscione. Era meglio se la bestia li prendeva, cazzo. Intanto, una squadra di Commandos che sembrano usciti da Sturmtruppen di Salvatore Samperi (1976.quello scritto da Cochi e Renato) vengono mandati a fronteggiare il Cazzatònus Rex con delle pistole ad acqua. Lei che odia gli scherzi estivi glie ne fa uno di rimando. E’ infatti in grado di mimetizzarsi, grazie ai geni di Camaleonte (o forse a quelli di Paperoga, ora non ricordiamo bene), quindi gli fa ‘bu’ dietro le spalle, quelli panicano e fanno una fine barbina. Meritatissima, tra l’altro.

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I bimbominkias si ricongiungono con la zia e Chris Pratt che nel frattempo hanno fatto amicizia infilandosi più volte la lingua in bocca, tra una fuga e l’altra, e sono riusciti – con la loro competenza e l’aiuto di Apu, disastroso pilota di elicottero – anche a sfondare l’uccelliera con gli pterodattili, per cui è tutto un tripudio di vecchiette inseguite da zannuti mostri volanti, che è la parte più divertente del film e ha il solo difetto di non essere stata girata a 2x come le Comiche di Benny Hill.

vecchietta

Non abbiamo ancora parlato del personaggio di Vincent D’Onofrio, un ciccione militarista demmerda che vuole usare i velociraptor in battaglia al posto dei soldati. Il personaggio di Chris Pratt ovviamente è contrario. E che scherziamo? E’ contro natura, e contro i diritti degli animali, che cazzo. Ricreare i dinosauri in laboratorio, invece… comunque nel panico i due si menano, e D’Onofrio fa la fine del Big Mac con doppio Bacon. Invece Pratt, che è il buono, ha un’idea geniale. Dobbiamo sbarazzarci di una bestia feroce? Bene, mandiamogli contro un’altra bestia feroce! Godzilla docet. Quindi libera il Tyrannosaurus Rex, quello spaventoso del primo film, dal suo recinto. Lui sì che ci salverà! Dopo ci considererà delle bistecche pure lui, ma è più simpatico quindi meglio finire tra le sue zanne che in quelle del Cazzatònus. E poi non rompete il cazzo, ci sono due dinosauri che si menano, volete pura una trama logica?

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Eppure, c’è un colpo di scena. Quando pensiamo che il ‘cazzatometro’ abbia raggiunto il suo massimo apice, quando ormai siamo del tutto convinti che non si possa andare oltre, arriva la svolta, l’imprevisto, il deus ex machina. Il T-Rex sta per soccombere, il Cazzatònus è talmente sicuro della sua vittoria che s’appoggia un attimo a un recinto bordo piscina per riposarsi e magari farsi un caffettino, e dall’acqua emerge un bestiosauro che aveva fatto un’apparizione di tre secondi a inizio film e che nessuno s’era inculato di striscio, brutto com’è.

3

Azzanna il Cazzatònus alla giugulare e tanti saluti. Il T-Rex ci resta talmente male che nemmeno prova a mangiarsi Pratt, Zia Frigida e Bimbominkias, che nel frattempo invece di darsela a gambe sono rimasti lì a godersi lo scontro (voi mette? Siamo pur sempre in un parco dei divertimenti. Quando ricapita?). Evidentemente aveva già cenato. Infatti nell’ultima inquadratura si reca sull’altura più alta di Isla Nublar e rutta possente, per confermare la ritrovata supremazia in vetta alla catena alimentare.

ruttus rex

(1) Ringraziamo Luca ‘Karda’ Cardarelli per questa segnalazione. Spielberg t’abbia in gloria.

(2) Osservazione raccolta da Marco Lucio Papaleo. La classe non è acqua.

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Pubblicato il 10 giugno 2015, in Articoli, Cazzarecensioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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