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Vendicazzate ispirate all’attualità
La prima vendicazzata da Berlino è un cross- over con la pagina facebook Morricone capisce cose per onorarare al contempo il maestro e i fratelli Coen, che hanno aperto il Festival di Berlino con Hail, Caesar!
AUTORE: Andrea Guglielmino
LUCA ‘KARDA’ CARDARELLI VENDICAZZARO DEL MESE!
Il primo vendicazzaro del mese dell’anno 2016!
Luca ‘Karda’ Cardarelli è da tempo un nostro affezionato lettore e spesso e volentieri partecipa con azzeccati suggerimenti e condividendo in rete le nostre corbellerie, in particolare sul suo blog ‘Cuore di Celluloide’ (seguitelo).
Ma ha superato sé stesso in spirito vendicazzaro e fedeltà alla causa quando, durante una sua intervista con i celebri Youtuber The Pills – Luca è infatti anche un valente giornalista cinematografico – ci ha tenuto a citare i Vendicazzari come fonte di una battuta utilizzata nel film Sempre meglio che lavorare. La battuta in questione aveva a che fare con ‘Carmelo Bane’, un personaggio di foggia vendicazzara classe novembre 2014. Qui la vignetta originale:
https://vendicazzariuniti.com/2014/11/13/869/
Qui l’intervista di Luca ai The Pills, con menzione ai vendicazzari:
http://cuoredicelluloide.blogspot.it/2016/01/the-pills-il-web-la-tv-il-cinema-e.html
Così, ci pare doveroso, giusto e sacrosanto (rullo di tamburi) annunciare che
Nato a Milano nel lontano 1979, studi classici, amante della cucina “alla gigi er troione” e del cinema dal trash puro a quell’ d’autore, Luca, dal 2013 inizia a far parte di una vasta community di blogger e frequentatori della rete, attraverso i quali raggiunge in men che non si dica i lidi vendicazzari.
Adora la Musica Hard Rock e Metal, in particolare Metallica, Pantera, Guns n’ roses e AC/DC, segue moderatamente il calcio e scrive sul suo blog pubblicando recensioni, alternando il ruolo di critico e giornalista online a quello di comune e appagato spettatore pagante. Predilige Tarantino, Kubrick, Scorsese, Spielberg, fino ad arrivare alla tamarria di Rodriguez e Snyder. Impazzisce per i cinecomic, in particolare quelli ispirati a personaggi della DC, a partire da Batman.
Oggi in sala Verdone con L’abbiamo fatta grossa. E non azzardatevi a dire che è un vecchio dinosauro.
AUTORI: Guglielmino/Brescia
Vendicazzata della memoria.
E’ una vendicazzata reboot. Qui l’originale: https://www.facebook.com/35226329087/photos/a.10150161640804088.301879.35226329087/10150462923454088/?type=3&theater
AUTORE: Andrea Guglielmino
Franco Citti, l’indimenticabile Accattone di Pasolini, è volato in cielo qualche giorno fa. Noi speriamo che lo abbia fatto così.
AUTORI: Andrea Guglielmino
Addio maestro. Ti ricorderemo sempre mentre Roberto Bolle.
E’ una vendicazzata reboot. L’originale qui: https://www.facebook.com/35226329087/photos/a.10150628642129088.402907.35226329087/10151891740999088/?type=3&theater
AUTORI: Guglielmino/Sciarrone
Nuova settimana, nuova avventura.
I vendicazzari sono solo di passaggio nella storia. Questa, questa…è la storia.
AUTORE: Andrea Guglielmino
Terzo capitolo del trittico zaloniano. Cercate dentro di voi. Sapete che è vero.
AUTORI: Guglielmino/Di Napoli/Peroni
Il Duca è morto. Viva il Duca.
E’ una vendicazzata reboot. Qui l’originale: https://www.facebook.com/35226329087/photos/a.10150628642129088.402907.35226329087/10150650128364088/?type=3&theater
AUTORI: Guglielmino/Livigni
Oggi è l’Ascanio Day. L’8 di gennaio. Il culmine delle feste vendicazzare. Se non sapete di cosa stiamo parlando, recuperate e ascanizzatevi anche voi con lo storico video che vi postiamo a seguito della vignetta. Se poi non conoscete Escher, googlate, che noi abbiamo riferimenti altissimi. Celebriamo! Ma non urlate nei gomitoli.
AUTORE: Andrea Guglielmino
GIUSEPPE GALLO E PAOLO TASSOTTI VENDICAZZARI DEI MESI DI NOVEMBRE E DICEMBRE!
Pronti per i botti di fine anno? Due vendicazzari di prim’ordine per gli ultimi due mesi di questo scoppiettante 2015. Parliamo di Giuseppe Gallo, l’animatore speciale che ci ha prestato con generosità la sua abilità per realizzare il ‘video crawl’ che ha aperto le Vendicazzar Wars, contribuendo notevolmente a comunicare l’evento in maniera divertita e simpaticamente citazionista. Il che gli vale la nomina per il mese di novembre, con l’invito a seguire il suo lavoro sul suo canale Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCxATJNEeZONw3aN2CnD6e9g) .
Il mese di dicembre, invece, è stato dominato dalla vendicazzata Darthonico, suggerita ai tempi della Prima Repubblica da Paolo Tassotti, oggi riproposta e condivisa da media importanti (tra cui la pagina facebook di Repubblica XL, che naturalmente ringraziamo) e che segna attualmente il record di condivisioni e apprezzamenti (siamo a quota 560).
Per cui (fanfara di John Williams) siamo lieti di annunciare che …
E che…
Qualche nota biografica su questi due illustri cazzarissimi individui.
Giuseppe Gallo è nato e cresciuto tra i pescatori di Posillipo (Napoli), dopo avere passato 14 anni senza prendere nemmeno un’anguilla, si rende conto che dai pescatori ha appreso solo l’affascinante arte di raccontare storie. Attraccato al molo, scende dalla barca a remi e incomincia a raccontare le sue, di storie, attraverso video, cartoni animati, macchina da scrivere ed un’armonica. Alcune di queste storie fanno schifo, altre un po’ meno. Ma la vita è così.
Paolo Tassotti nasce il 4 marzo 1978, e questo lo scagiona quantomeno dai fattacci di Piazza Fontana. Rompe i coglioni alla gente andando a vantarsi che è nato lo stesso giorno di Lucio Dalla, anche se a nessuno gliene importa un fico secco. Millanta una lontana parentela con l’omonimo ex terzino del Milan solo per far incazzare gli amici interisti. Vendicazzaro ante litteram, partorisce il suo alter-ego radiofonico “Yeri Cagarin” (nel corso della trasmissione Sputnik in onda su Radiosapienza) in omaggio alla fallimentare corsa allo spazio bolscevica. Dopo una discreta parabola nel prog-rock si sputtana la reputazione al concertone del Circo Massimo del 2007 tirando un capitello in testa a Phil Collins reo di aver steccato una rullata. Ha suonato la chitarra in vari gruppi prog-rock della Capitale ed è autore del frizzante e ormai rarissimo romanzo distopico ‘Circo Barnard!’ (edito da Aletti).
Vi lasciamo con il crawl di Gallo, nel caso ve lo siate perso. Che la Farsa sia con voi!
Le Vendicazzar Wars sono finite. Lunga vita alle Vendicazzar Wars. Dovevamo uscire dal tunnel e dedicarci anche ad altri temi, ma la saga stellare ci accompagnerà ancora per molto, come promesso. Del resto, anche al cinema intervallano la trilogia con degli spin-off.
AUTORI: Guglielmino/Badino/Paolillo
Da Star Wars al Natale senza passare dal via, con questa vignetta, che prelude al periodo festivo, si chiudono ufficialmente le Vendicazzar Wars, intese come parentesi tematica esclusivamente dedicata alla saga stellare. Che però, naturalmente, non ci abbandona per sempre. Abbiamo ancora tante corbellerie galattiche in serbo, che sfrutteremo nei prossimi mesi (e anni) in occasione dell’uscita in Blu-Ray dell’Episodio VII, degli attesi spin-off e dei sequel. O anche a cazzo, semplicemente perché ci va.
Intanto, predisponetevi per le Feste. Per gli auguri vendicazzari ufficiali c’è ancora tempo. E non perdete, subito dopo Natale, le nomine dei vendicazzari dei mesi di novembre e dicembre (annunciati insieme, per non interrompere il flusso della Forza).
Stay tuned, Vendicazzari, uniti !!!
AUTORI: Guglielmino/“Il francese” Menard/Casali
Come ogni venerdì, i vendicazzari si uniscono nel grido di ‘Save Jar Jar’. Ormai ci siamo, la settimana prossima scopriremo se J.J. Abrams ha insanamente fatto fuori il simpatico Gungan o se semplicemente ha deciso di lasciarlo da parte, aprendo la strada a sue nuove avventure. Potrebbe essere l’ultima occasione!
Sposa anche tu la campagna! Il prossimo personaggio sgradevole eliminato potresti essere tu!
Usa l’hashtag #SaveJarJar. Visita la pagina facebook ‘Save Jar Jar Binks’. Lo dice anche Silvan!
Jar Jar is magic!
AUTORI: Guglielmino/Manthomex
Vendicazzar Wars.
Atto III.
Vendicazzate in libertà. Da oggi, fino al 16 dicembre, e oltre!
Passa al Lato Oscuro. Abbiamo Netflix!
AUTORI: Guglielmino/Mobilia
STAR WARS EPISODIO II: LA CAZZARECENSIONE
Vendicazzar Wars.
Atto II.
Le cazzarecensioni – Episodio II
A cura di Emanuele
Si prosegue con il punto di vista vendicazzaro sulla trilogia Prequel.
Ricordiamo che una cazzarecensione non è una recensione. Non ha finalità critiche ma di puro cazzeggio, per cui mettetevi in panciolle e affilate le vostre spade laser. Ora inclinate lo schermo e iniziate a farlo scorrere verso l’alto.
Dopo essere stata eletta senatrice coi punti dell’Unieuro, Padmé sopravvive a un attentato nel quale muore la fedele ancella che la sostituiva sotto mentite spoglie. La poveretta, anziché bestemmiare in klingon a sfregio, prima di andarsene le chiede perdono per aver fallito. Dopotutto si sa, se ti fanno saltare in aria è colpa tua, la povertà è uno stato mentale e se sei disoccupato hai fatto una scelta di vita.
Consultato Il Libro dei Coniglietti Suicidi, scritto da Roger Rabbit dopo aver visto La Minaccia Fantasma, Padmé s’illumina d’immenso e sentenzia che il mandante è il perfido Conte Dooku, un animagus separatista fuggito da Arkham, Azkaban e dalla Corte dei Conti da lui stesso fondata. Pare che la Portman ripetesse di continuo “E’ stato il maggiordomo”, visibilmente confusa dopo aver visto al trucco Christopher Lee vestito da Alfred in versione Downton Abbey. Poiché al momento la sua unica guardia del corpo è un misto tra Willy l’Orbo e suor Maria Claretta, urge proteggere la senatrice da minacce incombenti quali doppie punte, peli superflui e fastidiose finestre popup. Obi-Wan, che in tempi di spending review indossa una tunica di H&M, giunge in soccorso insieme ad Anakin, che dopo la fase Gigi la Trottola si è evoluto nel sesto dei Backstreet Boys.
Per uccidere nel sonno Padmé, il viceré Gunray manda il cacciatore di taglie Jango Fett, che manda la mutaforma Zam Wesell, che manda un droide, che manda due velenosissimi vermi kouhun. “Mentre giravamo in Italia ho dovuto pagare l’RC Auto, ho deciso quindi di complicare il semplice attraverso l’inutile” dichiara Lucas sul blog di Oscar Giannino. Fortuna che mentre Obi-Wan riordina i tamagotchi e Anakin sfida Palpatine a Candy Crush, i due si accorgono che Padmé è in pericolo sentendola russare nella lingua di Mordor.
Segue un pacchianissimo inseguimento nella giungla metropolitana di Coruscant, nel disperato tentativo di plagiare omaggiare Blade Runner, Il Quinto Elemento e Crazy Taxi. Perché si sa, ogni distopia che si rispetti ha i grattacieli con la nebbia, gli ologrammi coi teletubbies che reclamizzano bevande e i punk che bivaccano tra le pozzanghere. I due catturano il mutaforma, che in pieno stile D&D viene colpito da un dardo incantato, torna un burattino di legno e lascia la cugina Mystica unica erede. Il dardo proviene da un pianeta acquatico scherzosamente chiamato Kamino, che non risulta né dalla patch di Skyrim né sul forum di Minecraft. Dato che la galassia è in ottime mani, sia Obi-Wan che Yoda devono consultare un marmocchio in età prescolare per capire che l’archivio Jedi è stato compromesso. “Meravigliosa mente di bimbominkia è” esclama Yoda, mentre pensa “Troppo fatti di metanfetamine noi siamo”. Con l’occasione, in archivio vengono anche cancellate le ricerche recenti: “Accendere la spada nel verso giusto”, “OK il verso è giusto”, “Mazzancolle alla Sith”.
Stressata da troppi selfie fuori fuoco, Padmé si prende un periodo di aspettativa da senatrice e lascia il suo seggio parlamentare a Jar Jar Binks. Che è come se Hillary Clinton si facesse sostituire da Spongebob, ma tant’è. “Poi col gettone di presenza mi rimborsano anche i pasti e la benzina, lo fanno tutti” confessa Padmé ai microfoni di Report.

“Io pensa che non è che comunque per dire contro chi poi non è di meno se prima fa in tutto ma non è ancora dopo!”
Nel frattempo sul pianeta Kamino c’è un paradiso fiscale, retto dal noto evasore capitano d’industria Lama Su, dove il maestro Sifo-Dyas ha ordinato, chiaramente a sua stessa insaputa, un enorme esercito di cloni. “Avevo grane con la FIOM, mi si sono ammutinati i Mudokon, gli Oompa Loompa e i carmelitani scalzi, poi su Ask ho scoperto i cloni” rivela il maestro a Dagospia. Il primo clone, “Hello Dolly”, canta talmente bene che ne vengono creati a frotte. Sfortunatamente Syfo-Dyas non sopravvive alla vista dell’orrore da lui stesso ordinato: in milioni vestiti allo stesso modo, nessuno che si parla e tutti che scrutano ininterrottamente un monitor.
L’unico clone differente è Boba, un bambino cordiale come il Mastino di Game of Thrones col jet lag. Viene adottato proprio da Jango, in preda ai complessi di inferiorità per non avere anch’egli una D muta nel nome. Alla notizia dell’adozione, con lo slogan “il maligno accenderà il Kamino”, i Jawa organizzano un Family Day contro la deriva laicista del pianeta, paragonando Jango ad Elton John e tacciando Lama Su di apologia di Tom Ford.
Giunto sulle spiagge del pianeta natale di Padmé, Anakin nobilita il copione con battute tipo “Non mi piace la sabbia, è ruvida e si infila dappertutto”, poi firma il manifesto metrosexual degli Hutt e viene eletto volto Pantene di Naboo. “Da quando ho rimpiazzato la pinzetta con la spada laser la mia vita è cambiata, ora ho le sopracciglia perfette in un attimo” racconta a Padawanity Fair. E’ chiaro poi che Padmé ed Anakin sono attratti l’uno dall’altro, avendo in comune l’espressività di un campione di poker, il lessico di Groot e gran parte dei cosmetici.
Sfortunatamente, dopo aver letto il copione, la Perugina nega a Lucas i diritti sulle frasi dei bigliettini dei Baci. Per rimediare, il regista cita pietre miliari come Uccelli di Rovo, Sorellina e il Principe del Sogno e i biscottini della felicità, senza ovviamente raggiungerne le velleità introspettive. Pare inoltre che la battuta di Padmé “Sto morendo un po’ ogni giorno da quando sei rientrato nella mia vita” fosse la frase più gettonata nelle mail spedite a Lucas dai fan di vecchia data. E visto che l’amore è un sentimento vasto e complesso, Padmé si innamora di Anakin dopo che lui a tavola usa la Forza per sbucciare una pera.
Tuttavia, dopo un’indigestione di bacche di goji, lui sogna sua madre appesa al soffitto della stanza dei giochi di Mr. Grey. Traumatizzato, dopo non essersela filata di pezza per dieci anni decide di andarla a cercare costringendo Padmé a interrompere le ferie. “Sei sicuro che tua madre voglia essere salvata?” lo provoca lei con sguardo complice. Ma lui chiude le sdraio con le istruzioni di Salvatore Aranzulla, googla “Lettino solare Tatooine” e poco dopo si parte, mentre lei rimpiange di aver mollato Zoolander l’anno prima.
Si torna da Serenella Watto, che nel frattempo ha barattato Shmi Skywalker per un corso di dizione in streaming. Anakin va in soccorso di sua madre, ma la poveretta schiatta subito dopo avergli chiesto se ha mangiato, costringendolo a ordinare Big Mac a fiumi e a spostare aerobica alle sei. Nel frattempo toccherebbe anche andare a salvare Obi-Wan, catturato da un branco inferocito di vecchi fan di Alec Guinnes, ma si tirano tutti indietro, dai Men in Black all’A-Team fino a Bianca e Bernie: “Te la sei cercata, l’hai avuta, Toyota” twitta Bernie da Mustafar. In preda ad un eroismo degno di Hello Kitty, vengono tutti catturati e dati in pasto ai mostri nell’arena di Geonosis, dove tuttavia si liberano subito perché la sabbia scotta troppo. Al grido di “carini e coccolosi” addomesticano i mostri caricandoli su Nintendogs e vengono salvati dall’ordine dei Jedi, che decapitano Jango sulle note di “We Are Family”.
La vicenda, come anche il copione, va a carte quarantotto e scoppia la Guerra dei Cloni. Durante la battaglia, il conte Dooku fugge in mezzo al deserto su una Lambretta Pato, pur di non finire in prima pagina in un completo tra l’arcivescovo di Atene e Paperinik massone.
Ma colpo di scena, arriva una grande rivelazione: Yoda ha un tesserino da falso invalido.
In pubblico arranca zoppicando sul bastoncino del Magnum Double ma all’occorrenza è più agile delle palline rimbalzine e di Flubber. “A nessuno dirlo devi, l’assegno mensile io perdo” supplica il maestro dopo aver salvato gli eroi dalle grinfie del conte. Per distrarre la stampa, Obi-Wan svela che i nomi di Star Wars sono assegnati da Maccio Capatonda: “Molti Bothan sono morti per darci questa informazione.”
Anakin combatte, perde un braccio, ma delude anche chi voleva solo un dito. Perduta Lesta, la fedele mano destra, rinuncia definitivamente alla castità e sposa Padme con C3-PO e R2-D2 come testimoni, tanto nel caso li formatta. Il conte fugge con i piani della Morte Nera nell’Apple Watch, e raggiunge il signore dei Sith col quale ha in sospeso una vecchia sfida a Mario Kart.
Ancora una volta, Lucas cercò varie giustificazioni per consolare gli sconcertati fan: “Ho seguito i consigli di Joel Shumacher”, “E’ solo un teaser lungo”, “Sono stati i lemuri”.
Alle maratone di Star Wars, dopo le scuse per arrivare tardi pur di saltare La Minaccia Fantasma, guardare L’Attacco dei Cloni è diventato un male necessario che ha stimolato le teorie più fantasiose: “E’ banale come la banalità del male”, “E’ scritto così per esaltare gli altri”, “E’ il reboot steampunk de Il Tempo delle Mele”.
Ma non tutto il male viene per nuocere: con l’uscita nelle sale, la petizione più firmata su Change.org fu che il terzo capitolo fosse diretto da René Ferretti.
Perché noi, gli annunci, li facciamo in grande stile.
(Schermo intero e audio a manetta, please).
Manca un mese esatto all’uscita de Il risveglio della Forza, e noi celebriamo l’attesa con voi, con un evento unico ed epocale nella storia vendicazzara: un intero mese dedicato a un tema specifico, naturalmente lucasiano (o abramsiano, se preferite) e stellare. Ci saranno vignette nuove e riproposte di grandi classici, ma anche gustose cazzarecensioni dei film della saga e un momento di serietà con un’importante campagna per la salvezza di un personaggio destinato a portare equilibrio nel lato vendicazzaro della Galassia.
Si inizia domani, naturalmente con una trilogia.
Preparatevi alle Vendicazzar Wars.
Video: Peppe J. Gallo
Testo: Andrea Guglielmino
Vendicazzata extra, domenicale, omaggio all’attore Richard Madden che ieri ha fatto un salto nella Capitale per il Roma Fiction Fest.
AUTORI: Andrea Guglielmino
La X indica il punto dove scavare. No, non quel punto.
Stando alle recenti dichiarazioni di Spielberg, hanno intenzione di farne veramente un’altra. Questa è una vendicazzata reboot, l’abbiamo modernizzata e cambiato l’immagine per associarla meglio al film citato, e il dialogo perché ci sembra più funzionale così. Qui l’originale (https://www.facebook.com/35226329087/photos/a.10150161640804088.301879.35226329087/10150392380659088/?type=3&theater). Fortuna e gloria.
AUTORE: Andrea Guglielmino












































